Ninpo

NINPO/NINJUTSU

 

Se il Ju Jutsu è l’arte dei Samurai, il Ninpo è l’arte dei Ninja. Troppo spesso oggetto di mistificazioni, travisamenti e caricature, la figura del Ninja è caduta in disgrazia sia per l’interpretazione criminale affibbiatale dagli storici giapponesi, più inclini ad esaltare la bovina obbedienza dei Samurai piuttosto che la libera e fiera indipendenza dei clan Ninja, sia per la periodica comparsa di buffoni mascherati di nero che, pretendendo di essere degli autentici maestri di Ninpo, proponevano qualche mix esotico di arti marziali spacciandolo per Ninjutsu, confidando nell’ignoranza del praticante medio a riguardo. Lungi dall’idealizzare la figura di questi antichi “agenti segreti”, la loro influenza nella storia antica del Giappone fu determinante, e tra le tante scuole di Ninjutsu esistenti nell’epoca Pre-Tokugawa, solo poche sono giunte fino a noi. Una delle più conosciute, sebbene non l’unica, è il Togakure Ryu, inclusa nel programma di Ninpo. Il Nin Po ed il Nin Jutsu non sono la stessa cosa, tra i due c’è una profonda differenza: Il Ninjutsu è l’arte dei Ninja, cioè l’insieme di tecniche e tattiche studiate dagli antichi guerrieri Shinobi; Il Nin Po è “La Legge del Ninja”, ovvero lo studio del Ninjutsu e di altre scuole tradizionali, finalizzato sia alla pratica marziale che come metodologia di vita, applicando cioè tutti i concetti delle tecniche/tattiche Ninja alla vita di tutti i giorni, perchè “non basta fare tecniche di Ninjutsu per essere dei veri Ninja”. Il Ninpo si divide in 10 Kyu e 10 Dan. A differenza di altre federazioni di Ninjutsu, ci può essere solo un 10° Dan per ogni generazione e gli esami oltre il 5° Dan prevedono il percepire attacchi sferrati a piena velocità con una spada vera, questo perché il Ninpo non è solo una mera lista di tecniche, ma un modo di “vedere l’invisibile e ascoltare il silenzio”. Normalmente, si propone il Ju Jutsu tradizionale come primo impatto ai nuovi praticanti e, in un secondo tempo, viene proposto l’insegnamento del Ninpo, ma tutto ciò è a discrezione dell’insegnante.

NINPO E NINJUTSU

Malgrado Il termine Ninpo sia stato usato sin dalla Seconda Guerra Mondiale, la maggior parte della gente riconosce l’arte dei guerrieri Ninja con il termine Ninjutsu. Per queste persone esiste una sottile ed insignificante differenza. I due termini, Ninpo e Ninjutsu, sono molto diversi e per questo occorre fare una distinzione. I nomi di molte arti marziali includono il termine od ideogramma Do che significa “via” mentre, quando ci si riferisce al Ninpo, Do non é usato. AI suo posto viene usato il termine Ho, che può essere letto) anche Po; Ho si trova con una certa frequenza anche in termini religiosi, come Buppo. Che tradotto vuol dire ” Legge di Buddha”, e con il significato letterale di “eterna verità”. La parola Ninpo usa il termine Ho perché questa arte marziale ha profondi significati religiosi. Nel Ninpo si riescono a combinare due parti: arti marziali (Bumon) e religione (Shumon). Per analogia si considera come Bumon la mano destra e Shumon la mano sinistra; é soltanto possedendo entrambi che si arriva ad avere un corpo equilibrato. Tutto questo richiama anche alla mente il concetto delta forza mascolina Yo (Yang) e la forza femminile In (Yin) espresse nei concetti delta filosofia cinese. I termini Jutsu (abilità), Do ed Ho hanno diversi significati, meglio intuibili immaginando una montagna. in questo contesto il termine Jutsu vuole esprimere come si sale sulla montagna, una tecnica. Do vuol far capire il modo più adatto che porta alla sommità della montagna, una via in parte difficile in parte appagante. Do. Inoltre, non é un termine esclusivo per le arti marziali, ma viene usato anche per attività come la danza, la musica e la pittura. Le arti marziali che usano il termine Do insegnano i modi per raggiungere la vetta della montagna. Inoltre, é molto raro riuscire a trovare qualche praticante che sia riuscito a raggiungere questo obiettivo e, d’altronde, una volta arrivati, dove altro potrebbero andare? Ho invece é la nuvola che fluttua in cielo sopra quella stessa montagna, ed i praticanti di Ninpo la cavalcano con piacere. II carattere cinese usato per Ho é composto da due radici: la prima Sanzui significa “acqua” e la seconda. Saru, vuol dire “andare avanti”. Unendo i due termini, il significato letterale che ne deriva é “andare avanti nell’acqua”, ma ad un livello più avanzato fa venire in mente il circolo dell’acqua. Dall’alto, dalla nuvola, cade la pioggia sulla montagna e finisce nella vallata diventando dapprima un ruscello, poi, unitosi con altri, un fiume fino a confluire nel mare. Da qui l’acqua risale al cielo diventando una nuvola ancora una volta. Questa é l’eterna legge del circolo dell’acqua insito nel significato di Ho. Nell’antico linguaggio Sanscrito Indiano, Ho significa “Daruma” ed é in India che questo ultimo incarna il significato di eterna verità. II guerriero illuminato (Shinobi) non sarà di certo appagato con la conoscenza di una “via” (Do). Il suo obiettivo é capire l’eterna verità, vivere all’interno delle leggi della natura, e sviluppare in maniera completa le tecniche marziali. Mantenendo lo spirito illuminato il praticante riuscirà perfettamente ad inserirsi per una società migliore. In conclusione questa arte marziale non dovrebbe essere erroneamente chiamata con il nome di “Nindo” o “Ninjutsu” ma, per il suo significato anche religioso, “Ninpo”. Questa antica arte marziale, cosi come la pioggia del circolo dell’acqua, resta costantemente nuova ed in movimento.
Sensei Gian Piero Costabile