GIOCO E SPORT PER PICCOLI SAMURAI

 

GIOCO E SPORT PER PICCOLI SAMURAI

 

In questo spazio vorrei illustrare i benefici che un bambino può trarre dalla pratica delle Arti Marziali. Primo  perché molti genitori sono ancora oggi convinti che le Arti Marziali siano violente e non adatte a loro, secondo perché sembra che su tutti i quotidiani locali ,ma anche su quelli nazionali, quando si parla di Arti Marziali, si vedono solo ed esclusivamente i risultati agonistici, come se ci fosse una sorta di gara fra le palestre a chi è più bravo dell’altro. Ma veniamo al discorso principale. “ E’ consigliabile la pratica delle Arti Marziali ai Ragazzi?”, Io dico di si, per un ragazzo in età evolutiva, le arti marziali sono prima di tutto espressione, comunicazione e quindi, come dialogo corporeo che avviene con se stesso prima, e poi con gli altri. Certo, bisogna che un genitore non affidi i suoi figli al primo che incontra, poiché  tutti sappiamo quanta importanza diano gli psicologi ed i fisiologi a questa età (prima dei 12 anni la maturazione nervosa non è ancora completata). Occorre quindi che i figli vengano affidati a mani sicure: l’insegnamento, la pedagogia delle Arti Marziali per i ragazzi parte proprio facendo centro su di loro. Essi vengono presi come punti di partenza. L’insegnante delle Arti Marziali cerca così di sviluppare le attitudini del bambino in tutti i campi; quello motorio, quello socio motorio, quello fisico e mentale. Il suo scopo sarà quello di contribuire a formare, insieme con la famiglia e la scuola, un adepto completo e adulto. Sin da quando veste per la prima volta il “GI” vestito tipico  dei praticanti delle  Arti Marziali ed impara ad annodarsi la cintura in vita, il bambino viene calato in un mondo in cui vige la cura della propria persona e delle proprie cose, il rispetto di sé e degli altri, dove nascono nuove relazioni interpersonali e si è in sintonia con il gruppo. E’ un microcosmo quella di una palestra di Arti Marziali, che ha le sue regole che vanno assolutamente rispettate. Regole che poi il bambino si porterà dietro anche quando uscirà dalla palestra e si ritufferà nel macrocosmo, cioè nella nostra Società. Il campo delle esplorazioni corporee e del suo potenziale è vastissimo nella pratica delle Arti Marziali. Esse richiedono equilibrio, coordinazione, relazione spazio temporale. Il bambino sviluppa la facoltà di imitazione, di adattamento. Il suo fisico cambia velocemente con l’allenamento, potenzia tutte le grandi funzioni, i grandi apparati dell’organismo; acquista elasticità, tonicità muscolare e migliora i riflessi. E tutto questo senza che si annoi. Frequentando molte palestre in giro per l’Italia, e vedendo molti bambini fare della semplice ginnastica  a corpo libero, mi spiace, talvolta, vederli tristi, annoiati, disinteressati. La noia, infatti, è il peggior nemico per il giovane. Le Arti Marziali offrono il vantaggio di fare un’ottima educazione fisica, di divertirsi, di imparare uno sport e un’autodifesa in un tempo solo. Certo, l’insegnante di Arti Marziali che ha che fare con giovani in età evolutiva deve stare molto attento. Deve essere preparato, deve dividere gli adolescenti dagli adulti, farli lavorare per non più di un’ora e mezza, appunto per evitare il disinteresse, deve saper trasmettere bene quello che sa, essere un  buon modello  per i suoi allievi, saper gestire bene l’entusiasmo che sicuramente avrà. Se riuscirà a fare tutto ciò, le Arti Marziali sono certamente consigliati  per i vostri figli.

 

Gian Piero Costabile

A.S.D. Accademia Karate Cosenza

Maestro Specializzato C.O.N.I.

6° Dan FIJLKAM-CONI

gianpiero.costabile@hotmail.com

 

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *