Codice di condotta nelle Arti Marziali

 

CODICE DI CONDOTTA

 

Il praticante che denota una buona educazione, da quando si alza la mattina fino a quando si corica la sera, incarna il codice di condotta, o “Bufù”. Le azioni di un Ninja devono essere guidate da questi precetti. Un buon codice di condotta non lascia alternative alla sbadataggine ed ai suoi derivati quali: la negligenza, la volgarità e la scortesia. Invece la sincerità, la calma e la compostezza si rivelano attraverso un portamento dignitoso, equilibrato dalla modestia, dalla discrezione e dalla prudenza. Con questi “impegni” morali verranno mostrati solo i veri sentimenti mentre le qualità verranno custodite dentro. Con l’amore, il coraggio e l’energia interna si potrà resistere alle azioni violente che possono contraddire il codice di condotta. Un homo sapiens, a differenza degli altri animali, è in grado di sorridere. Se si riceve un insulto o si viene umiliati con ogni mezzo non permettere al tuo cuore di adirarsi, ma sorridi. L’abilità di fare questo denota un uomo dotato di vero coraggio. Questo è il significato di perseveranza, Nin della mente. E’ perseveranza anche la volontà di reprimere l’uso di tecniche marziali, Nin del corpo. Un’artista marziale una volta disse:

 

 

“Mantieni il cuore e lo spirito come se fossero una scena mattutina d’autunno con il sole che splende sulla rugiada dei prati. I1 tuo spirito deve avere un coraggio intrepido. Ricorda sempre al tuo cuore che l’affetto e la benevolenza soffiano come la brezza primaverile che fa oscillare gentilmente le piante. Se riesci in questo, si potrà entrare in possesso di un’elegante attitudine mentale.”La persona che usa veramente questo Codice di condotta rispetta le Arti Marziali e la cultura in ugual misura, acquisendo eleganza tecnica ed un cuore con propositi onesti. Mantenendo fede a questo codice di condotta durante l’intera vita, il “Bufù Ikkan” sarà una grande conquista.

 

 

Ci è sempre stato detto di aiutare i deboli e combattere i forti ma occorre comunque stare sempre in guardia, perché può capitare che un debole reagisca e diventi fiero. Se davvero si vuol aiutare un debole, non occorre una dose eccessiva di fiducia, ma se si è davvero un artista marziale sarà sufficiente essere audaci quanto basta. Strettamente correlato alla nozione “il cuore di Dio, gli occhi di Dio” ed al Codice di condotta, è il Banpenfugyo, ovvero l’importanza della propria compostezza, del proprio sangue freddo tanto che niente e nessuno possa sorprenderci o spaventarci. Occorre quindi controllare se  stessi e le proprie azioni nel rispetto del codice di condotta, il quale, insieme al “cuore di Dio, agli occhi di Dio”, ci guiderà spontaneamente ad una naturale compostezza di vita.

Anticamente si insegnava a mantenere sveglia la mente per la compostezza d’animo attraverso l’apprendimento di 3 importanti principi, detti Sanbyo No Imashime:

 

 

 

1) Non indurre la paura nel cuore degli altri. Per vincere la paura sviluppa un cuore inamovibile.

2) Non sottovalutare il tuo avversario. Guardati bene da chi sembra debole perché in molti casi un debole può diventare fiero. Usa quindi il coraggio che basta.

3) Non pensare troppo. Quando ti confronti con un imprevisto non stare ad analizzarlo troppo perché quando deciderai di agire potrebbe essere troppo tardi. L’ideale sarebbe essere audaci  quanto basta ma con tutte le attenzioni del caso.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                       “Sia in acque tranquille

                                       che in acque in tempesta,

                                   se io lascio andare il mio corpo

                                           potrò avere la possibilità di galleggiare. “

 

 

 

 

“ Ninpo Secret”

by Soke Tsunehisa Tanemura

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